Le ultime parole famose
Ultime frasi e scritti di autori famosi

Albert Camus (7 novembre 1913 - 4 gennaio 1960)

Così ho fatto tutto il necessario perché tu mi sfuggissi. E quanto più il fascino di quel settembre antico era stato grande, tanto più ho voluto spezzare un certo incanto. Tu dunque mi sei sfuggita in una certa maniera. È la giustizia, a volte atroce, di questo mondo. Al tradimento risponde il tradimento, alla maschera d’amore, la fuga dell’amore. [...] Per aiutare me stesso, comunque, non mi varrò soltanto di questa fredda equità di cuore, ma della predilezione, dell’affetto che ho per te. Mi accuso a volte di essere incapace d’amare. Forse è vero, ma sono stato capace di eleggere alcune persone e di serbar loro, fedelmente, il meglio di me, qualsiasi cosa facessero.

Questo del dicembre 1959 è l’ultimo appunto scritto da Camus sui suoi taccuini. Il mese successivo un incidente automobilistico toglie la vita a lui ed all’amico Michel Gallimard (il famoso editore francese). Per un macabro scherzo del destino, nella tasca dello scrittore venne ritrovato un biglietto ferroviario: probabilmente aveva scelto solo all’ultimo secondo di viaggiare in automobile.

 

 

Charles Baudelaire (9 aprile 1821 - 31 agosto 1867)

Cara madre,
la risposta spedita lunedì ti è arrivata martedì sera. Mercoledì, giovedì e oggi venerdì, avresti potuto darmi tue notizie; se non l’hai fatto, è perché pensi che mi preoccupo solo di me.
Devi darmi assolutamente tue notizie.
Ho ricevuto una lettera di Ancelle che mi comunica che arriverà presto. È inutile, almeno prematuro.
1° perché non sono in condizioni di muovermi;
2° perché ho dei debiti;
3° perché devo visitare sei città, facciamo quindici giorni. Non voglio perdere i frutti di un lungo lavoro.
Sento che soprattutto gli sta a cuore di compiacerti e obbedirti; è per questo che te ne scrivo; del resto, sono disposto a ritornare il più presto possibile.
Scrivimi di te, a lungo e senza trascurare nulla.
Ti abbraccio con tutto il mio affetto.

Ultima lettera di Baudelaire alla madre, datata 30 marzo 1866; lo stesso giorno o, forse, nella notte tra il 30 e il 31 marzo, Baudelaire è colpito da un grave attacco di paralisi (ictus emiplegico), che lo costringe alla completa impotenza e all’afasia. Ricoverato in una clinica, resterà a Bruxelles ancora alcuni mesi; il 2 luglio viene trasportato a Parigi, in una casa di cura, dove vivrà ancora per più di un anno, paralizzato e afasico, ma del tutto cosciente. Muore a 46 anni, il 31 agosto 1867.

 

Franz Kafka (3 luglio 1883 - 3 giugno 1924)

12 giugno [1923]. I terribili ultimi tempi non enumerabili, quasi ininterrotti. Passeggiate, notti, giorni, inetto a tutto tranne che ai dolori.

Eppure. Niente “eppure”, per quanto tu mi guardi attenta e angosciata, Krizanovskaja, nella cartolina illustrata davanti a me.

Sempre più pavido nello scrivere. Ed è comprensibile. Ogni parola rigirata nella mano degli spiriti – questo slancio della mano è il loro movimento caratteristico – diventa una lancia rivolta contro chi parla. In modo particolare un’osservazione come questa. E così all’infinito. L’unica consolazione sarebbe: accade, tu voglia o non voglia. E ciò che vuoi è di aiuto appena percettibile. Più che consolazione è: che anche tu possiedi armi.

Ultima pagina dei Diari di Kafka, iniziati a 28 anni e interrotti l’anno prima della morte, avvenuta il 3 giugno 1924, nel sanatorio di Kierling, dove era stato ricoverato a causa della tubercolosi che lo affliggeva da molti anni.

 

Heinrich Heine (13 dicembre 1797 - 17 febbraio 1856)

Dio mi perdonerà. È il suo mestiere.

[Dieu me pardonnera. C’est son métier.]

Per l’ultima poesia ed annotazione di Rainer Maria Rilke, clicca qui

 

 

           
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