Settembre assoluto

 

di Mary Jo Salter

 

 

Com’è difficile prendere settembre
semplicemente e non come un presagio
di qualcosa di più duro.

Solo come saponata nell’aria, fresco profumo
strofinato a lucido del significato o innocente
della cosa fredda intesa freddamente.

Come strattona forte il cuore alla fine
dell’estate e anela a farla sua
quando vola via

al suggerimento della prima mite brezza.
Ci lascia solo a poco
a poco, ma per chi vede

l’estate come un assoluto,
Puro Stato di Luce e di Calore, l’altezza
alla quale non si può elevare un dubbio,

non appena una foglia si stacca dall’albero
non può cadere un altro giorno immune
dalla deriva della malinconia.

 

 

Da “A Kiss in Space” (1999), traduzione di Paola Loreto

 

Immagine: “Meridian Street” (1887), di  Theodore Clement Steele

Sottofondo musicale: “Concerto in fa minore n. 5 per pianoforte e archi BWV 1056 - II. Largo”

di Johann Sebastian Bach, eseguito al piano da Glenn Gould

accompagnato dalla Columbia Symphony Orchestra, diretta da Vladimir Golschmann

 

Elaborazione grafica a cura di Poesie in forma di rosa

 

Mary Jo Salter è cresciuta a Detroit e a Baltimora e ha studiato a Harvard e alla Cambridge University. È stata una dei curatori della Northon Anthology of Poetry, staff editor all’“Atlantic Monthly”, poetry editor al “New Republic”. È autrice di numerosi volumi di poesia, tra i quali A Kiss in Space (1999), Open Shutters (2003), A Phone Call to the Future: New and Selected Poems (2008), e di un libro per bambini. Ha ricevuto molti premi e riconoscimenti. È Emily Dickinson Lecturer in the Humanities al Mount Holyoke College, lo stesso in cui la Dickinson andò a scuola per un anno.

 

 

                     
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