Requiem

di

Léo Ferré

(i dipinti nel video sono di René Magritte)

 

 

 

 

Per il ritmo inferiore che ti dice la morte
Per il tempo che soffre sul secondo canale
Per la barca tranquilla e morente di porto
Per il pianto perduto che vorresti asciugare

Per il cavallo bimbo che non andrà lontano
Per l’agnello grazioso col coltello nel rosso
Per l’uccello abbattuto che ti tiene per mano
Per l’uomo inerme davanti all’arma che si sposta

Per i giovani anni da morire ogni giorno
Per gli anni da vecchio da contare ogni anno
Per i fuochi notturni di cui brucia l’amore
Per l’organo che suona nella tua voce andata

Per la perforazione che fa il programmatore
Per l’anima forata che diventa un programma
Per il percussionista che sta attento al tuo cuore
Per la sua disattenzione in fondo al cardiogramma

Per il bimbo che hai dentro in fondo all’autobus
Per la notte infedele dove alzi la vela
Per l’amante traghetto che non passerà più
E il calvario dei ragni inchiodati alla tela

Per l’aquila cucita sul dietro dei tuoi jeans
Per il lupo che appare negli occhi di qualcuno
Per il presente perso nel tempo dello spleen
Per la lepre che corre alla Formula Uno
Per lo stile dell’abito dove credi di evadere
Per la cifra inevasa dalla calcolatrice
Per lo sguardo del cane che ti vuol perdonare
Per la bandiera rossa che fa la tua matrice
Per il salario osceno che non si può mostrare
Per l’odio che riaffiora in fondo all’abitudine
Per questo incauto secolo per tre quarti appassito
Per gli stronzi a miliardi che fan la solitudine

PER TUTTO QUESTO: IL SILENZIO

 

           
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