Non voglio
di Margherita Guidacci
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Tutti i vostri strumenti hanno nomi bizzarri e difficili, ma io vedo chiaro e so che in fondo sono solamente metri e gessetti con cui misurate e segnate – segnate e misurate senza stancarvi.
Sfilate spilli di tra le labbra, come una sarta: me li appuntate sull’anima e dite: “Qui faremo un bell’orlo. Dopo starai tanto meglio”.
Io non voglio che mi tagliate un pezzo d’anima! Se ne ho troppa per entrare nel vostro mondo, ebbene, non voglio entrarci.
Sono un poeta: una farfalla, un essere delicato, con ali. Se le strappate, mi torcerò sulla terra, ma non per questo potrò diventare una lieta e disciplinata formica. |
Immagine: “La farfalla sulla ruota” (1948), di Fernand Léger
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Margherita Guidacci è nata a Firenze nel 1921. Laureatasi con una tesi su Giuseppe Ungaretti, si è trasferita a Roma, dove ha insegnato letteratura inglese in un liceo e si è occupata della traduzione di poeti inglesi e americani. È morta a Roma nel 1992. Scrive di lei Elvira Marinelli: «Formatasi come poetessa nell’ambito della corrente ermetica, andrà via via superando tale poetica, per esprimere un più personale linguaggio, connotato da una forte tensione spirituale e meditativa». |