Dalla raccolta postuma Chi vuole attraversare la mia vita deve attraversare la mia stanza (2002)

Elaborazione grafica a cura di Poesie in forma di rosa

 

 

Thomas Brasch nasce in Inghilterra, a Westow nello Yorkshire, il 19 febbraio 1945, figlio di immigrati ebrei tedeschi. Nel 1947 si trasferisce con la famiglia a Cottbus, nella Germania dellEst. Il padre, Horst Brasch, è un alto funzionario del regime comunista, e Thomas, nel 1956, viene iscritto alla “Scuola per i cadetti dell’esercito nazionale popolare”, un’istituzione fondata per impartire una completa ed esemplare educazione ai figli dei funzionari di partito. Ma gli effetti di un tale percorso educativo saranno del tutto inattesi: nell’animo del giovane Thomas germina un’incoercibile insofferenza nei confronti di ogni coartazione che lo condurrà al conflitto insanabile con il regime.

Nel 1968 compila e distribuisce volantini di protesta contro l’invasione della Cecoslovacchia e viene arrestato e condannato a 27 mesi di reclusione per “istigazione contro i poteri dello Stato”.

Nel 1971, per interessamento di Helen Weigel, la vedova di Brecht, gli viene affidato un incarico presso l’Archivio Bertolt Brecht di Berlino, dove si occupa dei rapporti fra Brecht e il cinema. Dopo la morte di Helen Weigel non viene riconfermato nell’impiego e cerca di vivere della propria attività di autore e traduttore, ma i suoi lavori vengono regolarmente bloccati dalla censura del regime. Così, nel 1976 decide di espatriare a Berlino ovest, dove, nel 1977 pubblica finalmente il suo romanzo “Prima dei padri muoiono i figli”, la raccolta di poesie “Il bel 27 settembre” (1980) ed opere teatrali come “Lovely Rita” e “Mercedes”. Nel 1981 gira inoltre il suo primo film “Angeli di ferro”, che verrà presentato al festival di Cannes, seguito, nel 1982, da “Domino” e da “Der Passagier” (1988) con Tony Curtis, che verrà doppiato e distribuito anche in Italia con il titolo “Ritorno a Berlino”. Sempre nel 1988 scrive la sua opera teatrale forse più nota “Donne. Guerra. Commedia”. Nel 1999, dopo un lungo silenzio, pubblica il suo ultimo romanzo “Mädchenmörder Brunke”.

Thomas Brasch muore per un infarto nel novembre del 2001.

Usciranno postumi i volumi di poesie “Chi vuole attraversare la mia vita deve attraversare la mia stanza” (2002) e  “Quel che desidero” (2007), che raccolgono le poesie inedite rinvenute in alcune cartelle dopo la sua morte.

 

La letteratura è narrazione, non è qualcosa di eterno, io le racconto qualcosa e lei lo racconta a qualcun altro, questa per me è letteratura. Quando un contadino torna a casa e dice a sua moglie: “Ero là e poi, robe da matti... c’erano due strani uccelli e all’improvviso ho avuto paura”, questo è uno scrittore, non uno che se la cava bene con la macchina da scrivere, non è un mestiere! Raccontare significa imparare a respirare e se io non potessi farlo morirei, non parlo della scrittura ma proprio del raccontare. Se Chaplin non avesse potuto recitare sarebbe morto. Recitare era per lui l’unica possibilità ed è del tutto irrilevante che fosse bravo o no. Chi racconta lancia S.O.S, vuole dire che ama, vuole dire qualcosa ad un’altra persona ed è la cosa più bella che possa succedere tra gli uomini, quella in assoluto più importante. Non “io sono così e così”, ma “voglio raccontare una storia a qualcuno e così dire qualcosa di me. (Da un’intervista a Thomas Brasch realizzata da Barbara Pulliero il 14 luglio del 1994 a Berlino).

 

 

                       

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