La mia anima si riempie di stelle

 

di

 

Francisco López Merino

 

 

A Luis Mallol

 

La mia anima si riempie di stelle quando penso
che morirò. Immagino spirali d’incenso
ad ornare la cassa mortuaria, poi il canto
triste delle campane. (Proprio come il venerdì santo
piangeranno le campane poiché io fui credente,
poiché io parlai di Cristo malinconicamente).
Poi, quel silenzio divino che cercavo
 giorno dopo giorno nella vita, che però non incontravo.
Poi, la pace profonda.
                                                 E forse, in un momento,
sfumeranno i miei occhi nel pallido tramonto
del ricordo… E allora il compagno amato
dirà che una lama di luce che s’è spenta sono stato.
E l’amica lontana dei miei giorni avversi
aprirà il cofanetto lirico dei versi
e rovescerà i pallidi petali delle rose
che mi piacque offrirle nelle sere deliziose.
Mentre ancor la morte non giunge…
                                                                  Penso ad ella
e nella mia anima fiorisce d’emozione una stella.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Da “Tono minore” (1923)

Traduzione dallo spagnolo a cura di Poesie in forma di rosa

 

Immagine: “Across the Salt Marshes, Huntington” (1905), fotografia di Edward Steichen

Musica: Franz Schubert, “Serenade” (1826) in una versione per chitarra classica

 

Poesia in versione originale

 

El alma se me llena de estrellas

 

 

                                                              A Luis Mallol

 

 

El alma se me llena de estrellas cuando pienso

que moriré. Imagino espirales de incienso

decorando la caja mortuoria, luego el canto

triste de las campanas. (Igual que en viernes santo

llorarán las campanas porque yo fui creyente,

porque yo hablé de Cristo melancólicamente).

Después, ese silencio divino que buscaba

día a día en la vida, pero que no encontraba.

Después, la paz profunda.

                                                                          Y al poco tiempo, acaso,

se esfumarán mis ojos en el pálido ocaso

del recuerdo... Y entonces el compañero amado

dirá que fui una llama de luz que se ha apagado.

Y la amiga lejana de mis días adversos

abrirá el cofrecillo lírico de los versos

y volcará las hojas pálidas de las rosas

que yo gusté ofrendarle en las tardes hermosas.

Mientras tanto la muerte no llega...

                                                                         Pienso en ella

y en mi alma florece de emoción una estrella.

 

 

 

                                        
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