Natività 

di Akuak Laluak

 

 

Dentro una capanna del luogo,

prima che si destasse l’alba
alla Purissima nacque un Bimbo.
Avvolto in un panno azzurro tinto dalla Sua Mamma,
steso su pelle di daino conciata in casa da Suo Padre,
il Bimbo dormiva ancora, glorificato da tutte le cose.
Spiriti di neri vati spezzarono le catene e cantarono
“Pace sulla terra” finché i cieli risuonarono.
Tutti i bambini neri volati via dalla terra

si affacciarono tra le nubi,

poi formarono una ghirlanda intorno alla sua testa,
dicendogli ciò che un bimbo deve fare,
appena apre i suoi occhi a una nuova meraviglia;
raccontarono come il sonno sia il più dolce riposo,
e che tutto il bene viene dal seno della Sua nera madre.
Il loro dono era Amore, colto dalle fresche zolle,
mentre lacrime e riso erano doni di Dio.
Poi tutti i Saggi del passato si presentarono
riempiendo lo spazio a Est, Ovest, Sud e Nord,
e gli parlarono della gioia che dalla Sapienza deriva
ai mortali nel loro viaggio sulla terra.
I fanciulli del passato piegarono rami,
intrecciarono fiori di frangipane per la Sua fronte,
e posero gigli rosati in mano a Sua Madre.
Per entrambi raccolsero i primi frutti della terra.
Suo Padre tagliò fronde di palma, perché l’aria
fosse un dolce zefiro mentre Egli riposava.
Gli uccelli cinguettavano il loro alleluia,

tutta la rugiada ebbe il tremito di un sorriso,

finché anche il Bimbo sorrise.
Le donne nere portarono il loro saggio amore
e baciarono la maternità negli occhi di Sua Madre.

 

 

Immagine: fotografia di David Campion (dal libro “Where Fire Speaks”, 2002)

 

 

Nata nel 1904 a Freetown, città della Costa d’Oro ghanese, da una ricca famiglia, Akuak Lakuak studiò in Inghilterra, nel Galles. Fece parte come ballerina di un complesso jazz a Berlino. Tornata in Africa, insegnò in una scuola d'avviamento femminile nella Sierra Leone, dove morì nel 1950. Fu la prima autrice ghaniana ad avere composizioni poetiche pubblicate all’estero, in particolare su diverse riviste di lingua inglese.

Scrive di lei Elvira Marinelli: «Una vena romantica di derivazione europea caratterizza una parte della lirica di Akuak Lakuak, ma molto più interessanti sono i componimenti in cui la poetessa ghanese riprende motivi ed espressioni della letteratura orale del suo paese e si immedesima con la vita spirituale del suo popolo, per cantare immagini genuinamente africane».

 

 

                   
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