Dimenticarsi ormai

 

 

 

 

 

 

 

 

di Jan Zahradnik

 

Dimenticarsi ormai di ciò che fu così caro,
affogare fino in fondo nel Lete del vino,
smettere di rivolgersi a un Dio così lontano
scordare anche quest’ora di oblio.

Non chiedere che cosa si trova oltre lo sguardo,
non ascoltare i silenzi dell’ovest, da cui
l’infinità del tempo ci chiama, non implorare
la luce che svanisce nelle tenebre, non tacere,
solamente gridare ad alta voce: “È assurdo!”.

Affogare nei vortici del Lete del vino
prima che il tramonto si esprima in nostalgia
come quando il fiume nel suo fruscio ricorda
e il macigno sul ciglio tutto registra.

 

Immagine: “L’eternità”di Claude Verlinde (n. 1927)

Musica di sottofondo: “Notturno, opera 72, n. 1 di Frédéric Chopin,

eseguito da Maurizio Pollini

Elaborazione grafica a cura di Poesie in forma di rosa

 

 

Jan Zahradnik nacque nel 1904 in un paese della Polonia meridionale, oggi appartenente alla repubblica dell’Ucraina, e morì di tubercolosi, a soli venticinque anni, nel 1929.

Lavorò come giornalista e critico letterario presso alcuni giornali e riviste di Leopoli, città molto viva culturalmente nei primi anni del XX secolo.

La poesia qui presentata è tratta dalla sua raccolta A chi è triste.

 

 

                  
Poesie a tema ~ Menu principale