Io lo ricordo, amata, io lo ricordo,
Lo splendore dei tuoi capelli;
Non fu allegra vicenda, né leggera,
Per me l’abbandonarti.

Delle notti autunnali mi ricordo,
Del murmure nell’ombra di betulle:
E se allora più corti erano i giorni,
Più a lungo dava luce a noi la luna.

Ed io ricordo che tu mi dicevi:
“Questi anni azzurri se ne andranno via,
E tu, mio amato, dimenticherai,
Per sempre, per un’altra”.

Ma oggi il tiglio che va rifiorendo
Di nuovo ha ricordato ai sentimenti
Come teneramente cospargevo
A quel tempo i tuoi riccioli di fiori.

E il cuore, non disposto a raffreddarsi,
E amando un’altra con malinconia,
Va ricordando con quell’altra te,
Come un lungo racconto prediletto.

 

Immagini: “Ragazza sulla riva” e “Separazione” (1896), di Edvard Munch

 

Dai taccuini di Edvard Munch:

“Delle tenebre d’un viola profondo caddero sulla terra – Ero seduto sotto un albero le cui foglie cominciavano a diventare gialle e ad appassire. – Lei era seduta accanto a me – aveva appoggiato il suo capo sul mio – la sua capigliatura rosso-sangue mi aveva afferrato – i suoi capelli più fini si erano impigliati nel mio cuore – poi si era alzata – Non so perché, lentamente, si è diretta verso il mare – sempre più lontano – poi accadde qualcosa di meraviglioso – Sentivo delle fibre invisibili fra di noi – Sentivo che delle fibre invisibili della sua capigliatura mi stringevano – e così, quando scomparve completamente sul mare – sentii che mi faceva male, il mio cuore sanguinava – perché le fibre non potevano essere spezzate.”

 

 

Elaborazione grafica a cura di Poesie in forma di rosa

 

           
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